Fibrillazione Atriale: quando il cuore ha il singhiozzo

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A chi di noi non è mai capitato di accusare battiti cardiaci irregolari - tonfi al cuore?
Disturbi al ritmo cardiaco, una accelerazione improvvisa, un rallentamento di colpo, un’eccessiva sudorazione o un piccolo giramento di testa.
Blande problematiche che, in genere, vengono associate al caldo, allo stress o a un momento di inspiegabile debolezza.
Eppure, talvolta, anche queste anomalie possono nascondere delle grandi problematiche.
Tra queste, una delle più comuni è la fibrillazione atriale, ovvero una patologia che rende irregolare il battito del nostro cuore.
Nello specifico, le cavità superiori del cuore, ovvero gli atri, si contraggono troppo velocemente e in modo non coordinato, rallentando così il pompaggio del sangue nel resto del corpo e causando ristagno del sangue in alcune zone del corpo e quindi possibile formazione di coaguli-trombi.

Una malattia preoccupante, non solo alla luce del suo tasso di diffusione (colpisce circa l'1% della popolazione) anche i cuori per il resto sani, ma anche in considerazione delle possibili conseguenze negative per l’organismo, tra cui sincope ed l’ictus .

All’insorgere dei primi sintomi, quindi, è consigliabile contattare un medico specialista per prenotare un check up cardiologico che possa rilevare l’eventuale presenza di seri problemi.

L’elettrocardiogramma è l'esame più importante per diagnosticare la fibrillazione atriale: si tratta di un test veloce e indolore che registra l'attività elettrica del cuore.
Un'alternativa è rappresentata dal monitoraggio con event recorder o loop recorder, con il quale si registra unicamente l'attività elettrica del cuore in determinati momenti in cui il dispositivo è indossato.
Con questi tipi di monitor, non appena si sentono i sintomi, è sufficiente premere un pulsante e si avvia la registrazione.