Tifo e tachicardia: quando il cuore va in fuorigioco

Tifo e tachicardia: quando il cuore va in fuorigioco

Siamo onesti: in Italia il pallone è una cosa seria.

Litigi, sfottò, lacrime e gioia.

Finanche Winston Churchill amava ripetere:
“Gli italiani perdono le partite di calcio come se fossero guerre e perdono le guerre come se fossero partite di calcio.”

Insomma: un vero e proprio credo.

Una passione smisurata che a maggio trova il culmine della sua carnalità.

In questo periodo dell’anno c’è chi sogna lo scudetto, chi suda per non retrocedere, e chi – come l’Inter quest’anno – si gioca la finale di Champions League.

Uno scenario in cui la tensione è tale che le coronarie potrebbero essere a rischio.

Il tifo può far male?

Ma un tifo smisurato, un gol all’ultimo minuto o un finale di campionato al cardiopalma possono davvero minacciare la nostra salute?

Uno studio dell’Università di Oxford ha osservato i livelli di cortisolo (l’ormone dello stress) nella saliva dei tifosi brasiliani durante i Mondiali del 2014.

Risultato? Durante la famosa tragedia sportiva del 7-1 contro la Germania, il cortisolo è schizzato alle stelle.

E no, non è una cosa da prendere alla leggera: più cortisolo vuol dire pressione che sale, cuore che si affatica, e – nei casi peggiori – rischio d’infarto dietro l’angolo.

Il bello (o il brutto) è che il nostro corpo non distingue tra lo stress “cattivo” e quello “buono”: il cuore si agita comunque.

E se ci aggiungiamo birra, patatine, urla, salti e qualche coro da stadio… capite da soli che stiamo parlando di un mix da non sottovalutare.

Ricordiamoci che è solo un gioco

La questione non è fare gli ansiosi, ma prendere atto che sì, il calcio è passione… ma resta pur sempre un gioco.

E mentre sogniamo la coppa o ci disperiamo per un rigore sbagliato, ricordiamoci che le cose serie sono altre.

Quindi sì, cantiamo, soffriamo, abbracciamoci – che è pure terapeutico – ma occhio alla cosa più importante: la nostra salute.

Se durante la partita vi sentite strani o affaticati, fate un check.

E magari un salto dal medico che può farvi esultare davvero.